Salute cardiovascolare: l’Alt raccomanda di muoversi

L’Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari (Alt), rappresentante in Italia di European Heart Network (Ehn), ha rilasciato,  alla luce del report Physical Activity Policies for Cardiovascular Health sulla relazione fra attività fisica e salute cardiovascolare, delle raccomandazioni sul tema. La premessa è che per mantenere in buone condizioni il sistema cardiovascolare l’attività fisica è fondamentale: oltre ad andare a beneficio di cuore,  cervello,  arterie e  vene, migliora la salute delle ossa, dei muscoli e l’umore. Ognuno deve trovare il tempo, ogni giorno, da dedicare all’esercizio fisico, ciascuno in funzione delle proprie possibilità e caratteristiche. Essere pigri significa infatti moltiplicare la probabilità di andare incontro prima o poi a infarto, ictus, trombosi, embolia, diabete, ipertensioneaumento dei livelli di colesterolo nel sangue e conseguente aterosclerosi e demenza.

Le raccomandazioni di Alt per la salute cardiovascolare

 
Il report di Ehn dimostra chiaramente che nei Paesi nei quali non esistono leggi che rendano l’ambiente favorevole a una attività fisica moderata le persone si muovono meno e si ammalano di più. Il rapporto raccomanda 150 minuti alla settimana di attività fisica moderata, o 75 minuti alla settimana di attività fisica intensa. Come sottolinea la dottoressa Lidia Rota Vender, presidente di Alt: “Partendo da questi numeri  ognuno può, o meglio dovrebbe, impostare il proprio programma,  in funzione del luogo in cui abita e degli impegni che ha: ma il tempo va trovato e, come ci ricorda anche il professore Valentin Fuster, Presidente del Comitato Scientifico di Alt e Director of Mount Sinai Heart, and Physician-in-Chiefat The Mount Sinai Hospital, New York City, UnitedStates of America nel suo libro pubblicato da Planeta “Abbi cura del tuo cuore: non è mai troppo presto, non è mai troppo tardi”.

Programmi di movimento personalizzati

Il report sottolinea quanto sia fondamentale un programma di attività fisica strutturata in modo organizzato per i pazienti che:

  • hanno avuto un evento cardio o cerebrovascolare (trombosi,  infarto,  ictus cerebrale)
  • hanno subito un bypass o un’angioplastica o un intervento di chirurgia vascolare
  • soffrono di diabete o ipertensione
  • hanno livelli di colesterolo alti troppo a lungo nel tempo
  • hanno aterosclerosi già diagnosticata

Elemento altrettanto importante è la personalizzazione dei programmi, fattore verso il quale si sta orientando la medicina stessa, non solo in termini di prevenzione ma anche di cura: il paziente può essere classificato in un gruppo in funzione delle caratteristiche generali (genere, peso, precedenti, farmaci e malattie in corso), ma rimane comunque unico.